Viviamo Milano denuncia la strumentalizzazione del problema smog da parte degli pseudo-comitati

30/01/2010 alle 16:06 | Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento
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COMUNICATO STAMPA: CONTRO LA STRUMENTALIZZAZIONE DEL PROBLEMA DELL’INQUINAMENTO DA PARTE DEGLI PSEUDO-COMITATI

Il comitato Viviamo Milano denuncia la strumentalizzazione del problema dell’inquinamento ad opera delle associazioni e degli pseudo-comitati che si stanno mobilitando in questi giorni.

Il nostro sostegno al presidio organizzato dal comitato Ora d’Aria è dovuto al fatto che rappresenta un’occasione per sollevare l’attenzione su un problema serio.

Tuttavia, oltre ad aver fin da subito sottolineato la mancanza di una componente costruttiva legata all’iniziativa, abbiamo la sensazione che si sia voluto forzare principalmente sull’effetto mediatico, trascurando invece il vero obiettivo: dare un contributo serio e concreto, utile allo sviluppo di politiche ambientali efficaci.

Ci si affida ad idee banali e demagogiche , dimenticandosi che la questione necessita di un’analisi seria, profonda e attenta, che tenga conto di tutti i fattori: dalle esigenze dei cittadini alle possibilità offerte dal territorio, senza dimenticare le modalità di finanziamento.

La nostra preoccupazione è che in realtà si tratti di manifestazioni volte a strumentalizzare la questione per fini propagandistici ed elettorali, attuate da associazioni che magari restano in letargo per mesi, salvo poi resuscitare quando l’argomento viene ripreso con foga dai quotidiani, per cavalcare l’onda mediatica.

Dal canto suo, Viviamo Milano – sin dalla sua nascita – ha costantemente monitorato e aggiornato i cittadini sull’evoluzione politica della questione mobilità/inquinamento, facendosi coordinatore e promotore di alcune iniziative concrete di cittadini, senza tra l’altro richiedere ad essi tessera societaria o contributi economici.

Confermiamo l’organizzazione a breve di un’azione goliardica contro il sindaco Moratti e proseguiamo l’attività di informazione e sensibilizzazione, anche quando i riflettori dei media saranno lontani dalla questione e gli pseudo-comitati torneranno in letargo.

Vincenzo Sofo

Il Comune di Milano alle corde sulla questione inquinamento

29/01/2010 alle 15:30 | Pubblicato in Uncategorized | 2 commenti
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Siamo alla frutta. Domenica ci sarà il blocco delle auto. Per carità, Milano senza auto è un’esperienza surreale, piacevole, rilassante. Si tratta certamente di una boccata d’aria, un’occasione di farsi una passeggiata tranquilla per godersi la città. Ma il significato politico di questa decisione è tutt’altra cosa.

Elezioni alle porte, bisogna fare campagna elettorale, nascondere le falle del proprio operato. I quotidiani pressano i vertici del Comune, i cittadini protestano. Serve qualcosa subito e ovviamente si sceglie la strada più facile (la più inutile): blocchiamo il traffico per un giorno, così smorziamo le polemiche, la gente si tranquillizza e stop. Sul Corriere della Sera è riportata una dichiarazione di Salvini che riassume perfettamente la situazione: “siamo di fronte ad un’aspirina per bloccare la broncopolmonite”. Prevedibile il fatto che De Corato non l’abbia presa bene.

LA PROTESTA DELLE MAMME. Tutto ciò che serve a sollevare il problema dell’inquinamento è sostenuto dal comitato Viviamo Milano, perciò una nostra delegazione sarà presente sabato mattina davanti al Comune. Ciò non toglie però che si tratti di una protesta che non ha un seguito costruttivo, o meglio pecca proprio nella sua parte più importante: le proposte. Il comitato Ora (d’)Aria! chiede infatti il blocco delle auto tutti i fine settimana. E’ ovvio che si tratta di un rimedio utile per tirare il fiato alla domenica, ma che non apporta alcun contributo decisivo al problema dell’inquinamento. Vista l’evoluzione mediatica dell’iniziativa, il rischio è che si stia perdendo di vista lo scopo per raggiungere una visibilità mediatica immediata, utile in chiave propagandistica (al servizio di associazioni para-politiche) ma nulla più.

LA CAVALLERIA DELLA MORATTI. Che il blocco delle auto sia un atto propagandistico lo afferma lo stesso ministro La Russa, che – bisogna dargliene atto – riconosce la possibilità che alcuni settori stiano strumentalizzando la vicenda per fini demagocici e propagandistici. Questo lampo d’intelligenza è tuttavia prontamente compensato dall’affermazione che il Comune di Milano deve complimentarsi con se stesso per come ha affrontato fino ad ora la questione smog. E per il lavoro svolto dal vicesindaco De Corato, che si è instancabilmente operato per sguinzagliare i vigili urbani. Peccato che li usi per multare i cittadini che non sanno dove parcheggiare l’auto, e non per debellare le doppie file.

Viviamo Milano sostiene il presidio di protesta del comitato “Ora d’Aria”

27/01/2010 alle 19:24 | Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento
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COMUNICATO STAMPA

OGGETTO: il comitato Viviamo Milano sabato mattina sarà presente davanti al Comune di Milano, a sostegno del presidio di protesta organizzato dal comitato Ora d’Aria.

Vi comunichiamo che una delegazione del comitato cittadino per la mobilità futura Viviamo Milano sarà presente sabato 30 gennaio alle ore 10.30 davanti al Comune di Milano, per sostenere il presidio organizzato dal comitato Ora d’Aria.

Infatti Viviamo Milano si fa promotore di tutte le iniziative coerenti con le proposte contenute nel nostro manifesto (che vi inoltriamo in allegato), cioè finalizzate a sollecitare una risposta concreta ai problemi della mobilità e dell’inquinamento nella città di Milano.

Tuttavia, come affermato dal coordinatore del nostro comitato, Vincenzo Sofo: “riteniamo che la proposta avanzata dal comitato Ora d’Aria di attuare il blocco del traffico durante i fine settimana, rientri certamente nell’ottica della riduzione dello smog, ma non faccia parte di quegli interventi strutturali assolutamente necessari per risolvere una volta per tutte questo problema. Detto ciò, non possiamo che accogliere favorevolmente l’iniziativa di un gruppo di cittadini che si attiva per raggiungere il nostro stesso obiettivo: una città più vivibile”.

Approfittiamo infine dell’occasione per annunciarvi che il comitato Viviamo Milano organizzerà, la prima settimana di Febbraio, un’iniziativa goliardica contro la politica del sindaco Letizia Moratti in tema di mobilità.

 Viviamo Milano

Ecco come nasce la truffa delle multe stradali

26/01/2010 alle 15:01 | Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento
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Da tempo si pensava che il sistema delle multe stradali fosse più un mezzo di finanziamento per il Comune piuttosto che un disincentivo all’inciviltà. Malignità, rispondeva la classe politica. Ora però i risultati di un’indagine effettuata da Adnkronos sui bilanci dei Comuni italiani (apparsa su Affaritaliani.it) mostrano come si tratti di una vera e propria truffa ai danni dei cittadini.

Dai risultati si evince che le multe stradali costituiscano una componente imprescindibile per far quadrare i conti del Comune, tanto che di anno in anno è in continua crescita. Si tratta a tutti gli effetti di una tassa mascherata, che cade sui cittadini a seconda delle esigenze. E come tale viene utilizzata dal Comune, che addirittura fornisce ogni anno la previsione degli incassi ottenuti tramite questo mezzo e – come si può verificare analizzando i dati – se al termine della prima metà dell’anno gli incassi a consuntivo sono inferiori alle previsione, vengono sguinzagliati i segugi al fine di recuperare (ecco perchè in alcuni periodi assistiamo ad invasioni di ghisa e ausiliari della sosta).

Vi è tra l’altro l’inosservanza della legga da parte delle amministrazioni comunali, in quanto tali proventi dovrebbero essere reinvestiti a favore della sicurezza, mentre così non avviene.

Infine vi è l’allarme riguardo a possibili truffe dei Comuni a danno dei cittadini, in casi quali – ad esempio – i sensori posti sui semafori. A tal proposito il Comune di Milano, sotto pressione,  finalmente si sta decidendo a risolvere il problema dei famigerati “varchi-trappola”, che da circa due anni stanno facendo fioccare multe ai cittadini a causa di cartelli mal posizionati, inesistenti o poco chiari nelle zone a traffico limitato.

La Lega ammonisce il Comune sulla cementificazione selvaggia

25/01/2010 alle 15:17 | Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento
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Mentre il Pdl discute di aree verdi soltanto per decidere quale parco dedicare a Bettino Craxi (cosa che, giusta o sbagliata, è di certo l’ultimo dei problemi dei milanesi), la Lega Nord esce allo scoperto per quanto riguarda il futuro del capoluogo lombardo. Matteo Salvini ha infatti presentato una mozione per riportare sulla retta via le linee guida del Comune.

Il tema dell’urbanistica è importantissimo in quanto correlato al traffico e all’inquinamento. In passato De Corato aveva auspicato una deregolamentazione dell’edilizia, forse tentato dalle potenziali speculazioni che offre il territorio meneghino. Ora interviene la Lega Nord, che non è la prima volta che provvede a correggere il tiro degli alleati.

Le proposte variano dal rispetto di 30 metri reali di verde per abitante, ai vincoli alla cementificazione; dalla tutela delle cascine all’aumento di aree ciclopedonali; dalla riqualificazione delle zone degradate all’obbligo di una percentuale di edilizia convenzionata.

La stessa Lega afferma che l’intenzione è quella di impedire che vengano deturpate le caratteristiche tradizionale del territorio per scopi speculativi, che i desideri di speculazione compromettano la vivibilità della città.

Si delinea così un contesto in cui, per fortuna, gli interessti lobbistici favoriti dalle posizione ambigue dei partiti burocratici – PdL e Pd – trovano opposizione nell’azione dei Verdi da un lato (seppur questo partito abbia poca voce in capitolo nel rapporto con il Pd e insista soprattutto sull’estension dell’Ecopass a tutte le auto)  e della Lega Nord dall’altro, che invece ha un forte “potere contrattuale” nel centro-destra.

L’Ecopass non funziona: il Comune decide di farlo pagare a tutti

24/01/2010 alle 17:02 | Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento
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Il bilancio dei primi 20 giorni di Ecopass nel 2010 è stato un disatro, a conferma che si tratta di uno strumento che – semmai l’avesse mai avuta – ha esaurito la sua utilità. Il livello delle polveri sottili è alle stelle, e affiorano vecchie proposte.

Il presidente della Provincia di Milano Podestà invoca le targhe alterne, qualcun altro propone il blocco totale delle auto nei weekend. Si tratta di metodi “artigianali” che erano stati da tempo accantonati, in quanto si pensava che tutto fosse risolto dall’Ecopass. Mentre la richiesta di Podestà suscita perplessità, il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato è invece irremovibile sul veto al blocco delle auto.

Di tutt’altro parere è invece riguardo un’ulteriore proposta avanzata dal partito dei Verdi: l’estensione del pagamento dell’Ecopass a tutte le auto. Si tratta di un’idea che – pur assumendo la buona fede di chi la sostiene - evidenza la mancanza di un’analisi a 360 gradi del problema.

Sembra che l’Ecopass abbia fallito perchè c’è poca gente che lo paga, quando teoricamente (per come è strutturato) ciò vorrebbe dire che ci sono poche auto inquinanti, oppure che le auto inquinanti circolano per il resto della città.

Sembra che si voglia dividere i cittadini di serie A da quelli di serie B: i primi, residenti nel centro della città, hanno diritto a godere di meno traffico e aria moderatamente più pulita, gli altri devono invece subire l’inquinamento che viene evitato ai primi.

L’Ecopass ha fallito perchè riguarda solo una piccola zona della città. L’Ecopass ha fallito perchè non impedisce l’accesso, ma lo consente dietro pagamento. Ma De Corato e la Moratti questo non vogliono saperlo, perchè in fondo l’Ecopass fa cassa… meglio tapparsi le orecchie (e il naso) e farlo pagare a tutti.

Il Comune di Milano abbandona la pista ciclabile

20/01/2010 alle 12:51 | Pubblicato in Uncategorized | 1 commento

Abbiamo sempre affermato come il problema del traffico e dello smog andasse affrontato partendo dal potenziamento dell’offerta di strumenti alternativi per la mobilità.

Uno di questi strumenti è certamente la pista ciclabile, dal momento che la bicicletta è un validissimo mezzo alternativo per gli spostamenti – soprattutto quelli brevi – all’interno della città. Non vi è neppure la scusa del clima, visto che riscuote grande successo in altre capitali europee abiutate a temperature ben più rigide delle nostre (Amsterdam, Copenaghen, Berlino, ecc.).

Tra l’altro, i soldi per finanziare il potenziamento della rete ciclabile non mancano, visto che già il governo Prodi stanziò una quindicina di milioni di euro a tal proposito… ma ancora non se ne è fatto nulla.

Anzi, la notizia di oggi è che il Comune rischia di perdere i finanziamenti arrivati da diverso tempo, proprio perchè non ha ancora fatto partire i progetti. Sembra addirittura che il Comune non abbia intenzione di avviarli, dal momento che i progetti preliminari – già approvati dal ministero – sono stati abbandonati dall’assessore alla Mobilità (come riporta il Corriere della Sera).

Quest’ultimo, al secolo Paolo Massari, afferma però coraggiosamente che i nuovi percorsi ciclabili si faranno entro fine mandato. Peccato che non siano quelli previsti dal vecchio progetto per cui erano arrivati i fondi (che rischiano di dover essere restituiti). Per ora le uniche manifestazioni concrete della “caparbietà” dell’assessore sono stati brevi tratti di percorsi ciclabili discontinui e, soprattutto, NON PROTETTI. A tal punto che la maggior parte di essi sono invasi dalle auto.

Le intenzioni di Moratti & Co. sono sempre più chiare, ma soprattutto sempre più lontane dai bisogni dei cittadini…

Il Comune di Milano incolpa i cittadini per il flop-Ecopass… e non potenzia i mezzi pubblici

09/01/2010 alle 11:05 | Pubblicato in Uncategorized | 6 commenti

Che l’Ecopass fosse una presa in giro, lo dicevamo da tempo. Ma ora arriva l’ufficialità.

I dati che mostrano il fallimento sul piano dell’inquinamento, li abbiamo già commentati. Ora arriva l’annuncio del fallimento economico: le entrate sono appena sufficienti a coprire i costi di gestione. Insomma, la Moratti aveva dichiarato – per far digerire l’Ecopass ai cittadini – che i suoi proventi sarebbero stati utilizzati per potenziare i mezzi pubblici. Ora si scopre che questi guadagni sono minimi (qualche milione di euro), utili cioè a rinvigorire le casse del Comune, ma non per essere reinvestiti. Ecco allora che per fare cassa si pensa di riscuotere le centinaia di migliaia di multe prese nel 2008 dai cittadini per colpa dei cosiddetti varchi-trappola dell’Ecopass.

Parliamo di quelle zone a traffico limitato che erano state messe a Milano in seguito all’introduzione dell’Ecopass, senza che i milanesi fossero avvertiti, senza che ci fossero cartelli comprensibili. Dopo una battaglia condotta in Comune, la Lega Nord ottenne la sospensione di tali multe. Ora però la Moratti vuole soldi, e farà pagare quelle multe… con gli interessi.

Per quanto riguarda i trasporti pubblici, la sorpresa dei conti che non tornano (ci congratuliamo con chi ha fatto questi conti, che sicuramente non perderà il posto di lavoro) sta inducendo il Comune a vagliare l’ipotesi di cancellare le nuove corse, quelle poche che erano state introdotte negli ultimi anni per autobus, tram e metropolitane.

La truffa è chiara: la Moratti spaccia l’Ecopass come ancora di salvezza per l’aria di Milano. In realtà l’obiettivo è imporre un’ulteriore tassa mascherata ai cittadini. Tant’è che nel frattempo non avviene il potenziamento dei mezzi di trasporto, perchè non si vuole disincentivare i milanesi ad entrare nel centro, ma  obbligarli a pagare per entrare. La speranza era che la gente non potesse fare a mento di entrare con la propria auto all’interno della cerchia dei bastioni…speranza smentita dai risultati. Allora si pensa a come rimediare: da un lato si propone di far pagare anche le auto meno inquinanti, dall’altro si punta alle vecchie multe.

In tutto ciò, colpisce la sfacciataggine del vicesindaco De Corato, che ha il coraggio di dichiarare che l’Ecopass sta riscuotendo consensi sempre maggiori, grazie hai benefici che ha apportato.

Vergogna.

Flop Ecopass nei primi giorni del 2010

08/01/2010 alle 14:27 | Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Nonostante il rilancio da parte del Sindaco Moratti, l’inizio del 2010 è stato certamente da dimenticare per quanto riguarda le politiche su inquinamento e mobilità.

Nell’occhio del ciclone ovviamente l’Ecopass, spacciato come soluzione di tutti i mali: certamente quelli economici del Comune, ma non i quelli dei cittadini. Le cifre pagano chiaro:

  • i milanesi fino ad ora hanno speso circa 1 milione di euro al mese per entrare nell’area Ecopass;
  • la soglia delle polveri sottili ha superato il limite consentito per gran parte dei giorni dell’anno passato e per la metà dei primi giorni del 2010.

Tradotto: i cittadini hanno speso un sacco di soldi, ma la situazione dell’inquinamento è rimasta pressochè uguale al periodo pre-Ecopass. Non ci vuole un genio a comprendere che questo strumento ha fallito…

A conferma di ciò arriva la minaccia della Commissione europea, che ha aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia e della Lombardia per quanto riguarda il superamento eccessivo delle soglie di inquinamento.

Tutti convergono sul fatto che l’Ecopass debba essere modificato. La soluzione preferita dal Comune è però quella dell’eliminazione della deroga alle auto Euro4. Insomma, per loro il fallimento risiede nel fatto che non c’è ancora abbastanza gente che paga per entrare nel centro, non che le auto piuttosto che diminuire vengono dirottate in tutto il resto della città.

Finchè i milanesi non hanno alternaive, saranno costretti ad utilizzare l’auto per circolare. Tassarli è quindi un vero e proprio abuso, finchè non si dà loro la possibilità di usufruire di mezzi alternativi affidabili.

Spunta anche la tassa sul metrò: 2010 all’insegna delle tasse per Milano.

04/01/2010 alle 11:48 | Pubblicato in Uncategorized | 2 commenti

L’impressione è che il Comune di Milano abbia intenzione di consegnare ai cittadini un 2010 indimenticabile. Dopo i provvedimenti e le proposte scellerate dei giorni scorsi, arriva la ciliegina sulla torta.

Tra una settimana infatti verrà discusso il Piano di Governo del Territorio, e – a giudicare dal numero di emendamenti che verranno presentati – si annuncia battaglia tra le parti politiche.

Ci sono però alcune proposte che trovano sostegno da ambo le fazioni, a conferma del fatto che quando si parla di denaro, le tentazioni arrivano ovunque.

Ecco allora che ad Enrico Fedrighini (dei Verdi) viene l’idea di imporre una tassa a tutti coloro che hanno la casa (o immobili in generale) nelle zone in cui verranno costruite le stazioni delle nuove metropolitane. Logicamente questa proposta viene subito accolta e sponsorizzata dall’assessore all’Urbanistica Masseroli.

La giustificazione risiede nell’aumeto di valore di cui tali immobili godrebbero in seguito all’arrivo della metrò. Dunque la tassa in concreto colpirà i cittadini normali, che utilizzano la propria casa per vivere; mentre non tocca gli speculatori edilizi che aquistano immobili per rivenderli, visto che l’imposta sarebbe compensata da un incremento più che proporzionale del valore commerciale.

Come timidamente accennato dai due membri dell’amministrazione comunale, l’unica cosa positiva potrebbe essere che i proventi potrebbero essere destinati a finanziare le stesse metropolitane. Soluzione che però non è attualmente prevista dal Pgt. Spieghiamo meglio: il Piano di Governo del Territorio che sarà presentato in aula non prevede attualmente che l’incasso derivante da questa tassa sia vincolato, cioè abbia il preciso scopo di finanziare il potenziamento della rete metropolitana. Per stessa ammissione di Masseroli e Fedrighini.

Constatiamo dunque che la politica del Comune di Milano non si sta occupando di come migliorare la mobilità della città in modo da rendere ai milanesi un servizio degno delle tasse che pagano per goderne. Si sta invece concentrando nel trovare nuove opzioni per avere a disposizione un numero sufficiente di imposte proprie per gonfiare le proprie casse… a scapito dei cittadini!

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