Il documento
(per scaricare il documento del comitato ViviAMO MILANO in formato pdf, clicca qui)
La mobilità è una piaga ancora irrisolta del capoluogo lombardo, tanto che ancora oggi è al centro delle polemiche politiche milanesi. E’ una questione complessa che tocca vari aspetti, dagli spazi disponibili all’urbanistica, dall’inquinamento alle risorse economiche.
Complessità che si aggrava considerando i vari soggetti che entrano in gioco:
- i cittadini, assaliti dal traffico selvaggio, dall’inquinamento acustico da esso prodotto e dallo smog;
- tutti coloro che, milanesi e non, hanno necessità di muoversi agevolmente all’interno del territorio di Milano per raggiungere il posto di lavoro;
- il Comune, fortemente tentato ad anteporre a questi problemi le esigenze di bilancio. Dall’Ecopass alle strisce blu, fino alla recente pioggia di multe (talvolta persino ingiustificate), il cittadino ormai si sente vittima di un abuso;
- l’Atm, che in quanto azienda ha come obiettivo primario la massimizzazione dei profitti e non l’interesse dei cittadini. Tra l’altro, come ogni municipalizzata che si rispetti, deve subire le interferenze degli enti pubblici che – come accade regolarmente in Italia – portano con sé inefficienze e sprechi.
Riguardo a quest’ultimo punto, vi è la notizia di qualche giorno fa secondo cui l’Atm non avrebbe le risorse economiche necessarie per compiere i progetti previsti in vista dell’Expo 2015. Il Comune – già indebitato nei suoi confronti per 150 milioni di euro – non sarebbe in grado di metterle a disposizione dei fondi. Situazione di stallo che sembra avviarsi inesorabilmente verso due binari: da un lato l’aumento delle tariffe (proposta a quanto pare già avanzata da Atm), dall’altro il taglio di alcuni servizi. Ancora una volta a scapito dei cittadini.
Al momento non si intravede una via d’uscita, perché manca una reale volontà di trovare soluzioni che tengano conto delle esigenze di tutti e non solo di alcuni interessi particolari.
Il nostro obiettivo, attraverso la costituzione di questo comitato, è invece contribuire allo sviluppo di Milano con una serie di proposte concrete, che coinvolgano tutti gli aspetti della questione e che pongano al centro il cittadino e la vivibilità di Milano .
Per fare ciò, è necessario ragionare contemporaneamente su diversi livelli: necessità dei cittadini, possibilità offerte dal territorio, esigenze di finanziamento degli enti pubblici, situazione di partenza (a che punto ci troviamo attualmente), flussi da/verso Milano, interazione tra Milano e comuni limitrofi, sensibilizzazione al problema dell’inquinamento, tutela dell’ambiente, e via dicendo. Il tutto subordinato ad una funzione sociale, ossia al principio cardine di ogni azione politica: il benessere della collettività.
Di seguito dunque elenchiamo una serie di proposte che possono rappresentare una solida base di partenza per risolvere, una volta per tutte, il problema della mobilità a Milano.
Il problema dei parcheggi
Il disagio più evidente che balza all’occhio di tutti i cittadini è quello della mancanza di spazi per parcheggiare le auto. Già da tempo il Comune dice di aver intrapreso la strada della diminuzione dell’inquinamento atmosferico, che si è tradotta nell’introduzione del famigerato Ecopass; misura assolutamente inefficace – se non per fare cassa – ma che ha lo scopo preciso di scoraggiare l’uso degli autoveicoli. Fine raggiungibile se le persone hanno la possibilità di posare la propria auto, avendo a disposizione degli spazi appositi.
In realtà tutto ciò non è avvenuto, anzi da circa due anni si è optato per la sostituzione dei parcheggi liberi con le strisce gialle e blu. Lasciando per il momento da parte il problema della presenza illegale di queste ultime (in molte zone non sono affiancate da un’adeguata presenza di aree di sosta libere, come invece previsto dalla legge), ci preme invece sottolineare come le misure sopra citate abbiano di fatto accentuato il problema, beneficiando – ancora una volta – soltanto le casse del Comune.
Urge adottare sin da subito una strategia molto più flessibile, rispondente ai reali bisogni dei cittadini e non votata agli interessi particolari.
Parcheggi per residenti
I parcheggi riservati ai residenti sono sicuramente una buona risposta al problema, in quanto mettono una parte dello spazio disponibile per la sosta a disposizione esclusiva dei cittadini residenti nella zona interessata, assicurando loro un posto per parcheggiare.
Tuttavia le modalità di utilizzo delle strisce gialle comportano delle problematiche: la maggior parte delle persone infatti ogni mattina prende l’auto ed esce dal proprio quartiere per raggiungere il posto di lavoro. In attesa che questi la sera facciano ritorno a casa, i posti auto a loro riservati restano inutilizzati. Questi flussi avvengono in ogni zona di Milano, sicché ogni giorno c’è un via vai di milanesi da una zona all’altra della stessa città. D’altronde la possibilità di un cittadino di muoversi liberamente all’interno della propria città è un diritto basilare dal momento in cui è residente. Il problema è che il milanese in questione, cambiando per vari motivi zona durante il giorno, si trova privato della possibilità di usufruire dei posti auto disponibili – anche quando lasciati liberi dalla gente che, spostandosi per lavoro, non ne fa uso fino a sera – perché riservati ai residenti di quella zona.
Ora, come già accennato in precedenza, è giusto che i residenti di una zona siano agevolati nell’utilizzo delle loro aree di sosta, ma è altresì vero che non renderle disponibili anche agli altri cittadini nelle ore in cui sono meno utilizzate è uno spreco inutile di spazio disponibile.
Proponiamo dunque che le strisce gialle siano adibite all’uso esclusivo dei residenti nelle ore serali (dalle 18 alle 9), mentre siano messe a disposizione di tutti i cittadini nelle restanti ore.
Parcheggi a pagamento
Il suolo di Milano non è proprietà privata del Comune, ma patrimonio di tutti i cittadini. Tantomeno può essere una sorta di Bancomat, un business per raccogliere fondi. E’ dunque inspiegabile che le zone di Milano siano invase da parcheggi a pagamento, soprattutto se nelle vicinanze non vi sono parcheggi a disposizione di tutti. Dimezzando le opzioni a disposizione, non si può certo sperare di risolvere il problema.
Sicuramente vi è un problema di eccesso di auto presenti a Milano rispetto alle capacità del territorio milanese, facilmente dimostrabile se si pensa alla moltitudine di persone che quotidianamente arrivano dalla provincia per lavorare. Ma ciò non deve ricadere però sulle spalle dei milanesi, i quali o restano rintanati nel proprio quartiere o si trovano obbligati a pagare la sosta.
Immaginiamo che il Comune di Milano – constatata la mancanza di coordinamento con i comuni della provincia – ragioni egoisticamente nel suo interesse, ma anche in questo caso ci sarebbero soluzioni più sensate rispetto alle strisce blu: a questo punto piuttosto proponiamo, ad esempio, un altro tipo di strisce (“strisce verdi”) che fungano da strisce gialle “allargate”, cioè dedicate a tutti i cittadini milanesi.
Ciò aiuterebbe i milanesi nella ricerca di un parcheggio in una zona diversa dalla propria di residenza, permettendo a qualsiasi residente milanese di parcheggiare col proprio tagliando in tutte le diverse zone della città.
In ogni caso, esigiamo che fin da subito le strisce blu siano messe a libera disposizione dei residenti, senza dover pagare alcunché (cosa che al momento avviene solo in alcune zone).
Parcheggi per disabili
I posti auto riservati ai disabili sono certamente un servizio indispensabile per tutti coloro che hanno ridotte capacità motorie e quindi hanno l’esigenza di poter lasciare il proprio veicolo a poca distanza da casa. Tuttavia riscontriamo un trend preoccupante nella nostra città, che consiste nella progressiva riduzione dei normali parcheggi per disabili sostituiti da quelli “privatizzati”, cioè messi a disposizione non del disabile in generale bensì di un’unica persona.
Capiamo che alcune situazioni sono di tale gravità da richiedere che il soggetto in questione abbia la certezza di trovare un posto che gli permetta di ridurre al minimo i tratti da fare a piedi (ci riferiamo ai casi di alte percentuali di invalidità), ma riteniamo che ciò non debba avvenire a scapito degli altri disabili.
Il Comune deve dunque garantire un’adeguata percentuale di posti auto riservati ai disabili in ogni zona, e in aggiunta (non in sostituzione) parcheggi specifici per coloro che ne fanno richiesta e di cui si accerta l’effettiva necessità.
Pulizia delle strade
La pulizia delle strade rappresenta un evento che settimanalmente crea ulteriori disagi ai residenti. In alcune vie il problema è stato brillantemente risolto con nuove tecniche di pulizia che non richiedono lo spostamento delle auto. Tuttavia nella maggior parte delle zone di Milano le persone sono ancora costrette a mobilitarsi una volta alla settimana per cercare parcheggi al di fuori della zona sottoposta al lavaggio, con forti difficoltà nella ricerca di spazi alternativi. Talvolta si è dunque costretti a lasciare la propria vettura nelle aree di sosta a pagamento o in quelle riservate ad altri residenti, con conseguenti multe e soddisfazione per il Comune.
Mezzi di trasporto alternativi
Si tratta, a nostro avviso, dell’area di intervento più importante, sulla quale si basa il successo o il fallimento delle politiche riguardanti la mobilità. Riteniamo infatti che l’errore del Comune di Milano consista nell’affrontare la questione da un punto di vista distruttivo piuttosto che costruttivo: fino a questo momento ci si è concentrati cioè molto sul tentativo di disincentivare l’uso dell’automobile, tassando tutto ciò che era possibile, sguinzagliando gli ausiliari della sosta e contribuendo così a generare irritazione nella popolazione che si sente sempre più preda della brama di denaro delle istituzioni.
Gli sforzi del Comune non devono essere rivolti esclusivamente a riempire le casse, ma ad incentivare i milanesi all’uso di mezzi di trasporto alternativi all’auto, così da creare una città meno trafficata, meno inquinata, più ordinata, più vivibile.
Recentemente l’ACI (Automobile Club Italia) ha condotto un’indagine da cui risulta che i milanesi trascorrono circa 500 ore l’anno all’interno della propria vettura per gli spostamenti urbani, di cui quasi la metà (237 ore) vengono perse in code e rallentamenti. Il tempo sprecato nel traffico è quantificabile in un costo pari a 642 euro l’anno a persona… dati impietosi.
Di seguito proponiamo una serie di soluzioni che, integrate tra loro, darebbero un contributo decisivo al problema.
Abolizione Ecopass
Innanzitutto bisogna prender coscienza del fallimento dell’Ecopass, che non ha portato alcun beneficio in termini di inquinamento e ha dirottato (non eliminato) le auto al di fuori della cerchia dei Bastioni aumentando il traffico in tutte le altre zone della città. Ha poi imposto ai milanesi un’ulteriore tassa per circolare nella propria città. E’ una misura da abolire il più in fretta possibile, per poi valutare strategie più sensate.
Le piste ciclabili
Riteniamo che vada incentivato l’utilizzo della bicicletta che – oltre ad essere un mezzo ecologico e benefico per la salute degli individui – è anche comodo soprattutto per gli spostamenti relativamente brevi. Si tratta tra l’altro di una soluzione ampiamente sfruttata in molte altre grandi città estere (anche con climi ben più proibitivi del nostro, come Berlino e Parigi).
Apprezziamo l’iniziativa del Comune di fornire il servizio Bike Sharing, su esempio di altre città: ma l’uso della bicicletta è ancora molto pericoloso a Milano, a causa del grande traffico, del pavè e degli spazi ridotti. Gli incidenti si moltiplicano, aumentando la paura nei ciclisti.
E’ assolutamente necessario dunque potenziare la rete delle piste ciclabili (con la creazione anche di spazi per il parcheggio delle biciclette), in modo tale da coprire adeguatamente il territorio milanese, soprattutto nel centro città. Automobilisti e ciclisti trarrebbero entrambi vantaggio se i secondi utilizzassero percorsi specifici invece delle strade.
I taxi
Il taxi è una soluzione che, a differenza di altre realtà europee e mondiali, nella nostra città risulta sottoutilizzata perché particolarmente cara. Non vi è dunque una mancata conoscenza del servizio da parte dei cittadini (come succede invece, ad esempio, nel caso del Radiobus e del Bus by Night), ma anzi una perfetta consapevolezza dei costi proibitivi legati al suo utilizzo. Il Comune dovrebbe mettere i tassisti in condizione di ridurre tali costi.
I mezzi pubblici
E’ la questione più complessa. Come abbiamo già sostenuto, la soluzione del problema passa imprescindibilmente da qui. Il cittadino deve avere la garanzia che i mezzi pubblici siano un valido strumento alternativo per muoversi in città. Deve essere sicuro che passino con regolarità, che i ritardi siano minimizzati ed imputabili esclusivamente ad eventi straordinari e rari. Deve sentirsi sicuro su questi mezzi, sapere che sono controllati e che può viaggiare comodamente. Deve poter raggiungere con essi le diverse zone di Milano. Tutte cose al momento assenti.
Vanno quindi potenziate le linee, mettendo in pratica il progetto ideato per l’Expo che prevede, tra l’altro, la costruzione di nuove linee metropolitane. Bisogna garantire una frequenza tale da non rendere i mezzi stracolmi. L’incentivo all’uso dei mezzi pubblici, riducendo quello delle auto, ridurrebbe il traffico, diminuendo ritardi e tempi di percorrenza. Altresì diminuendo questi ultimi, i cittadini saranno stimolati ad usufruire dei mezzi pubblici. Il potenziamento non deve riguardare solamente la frequenza negli orari già previsti, ma il prolungamento degli stessi nella fascia serale, sulla strada di ciò che è stato fatto con la metropolitana nei week-end, ma con più efficacia. Si prenda ad esempio la linea 90/91, che è in funzione fino a tarda sera. Quest’ultima evidenzia però un ulteriore problema, che è quello della sicurezza: è infatti poco utilizzata perché mal frequentata è spesso luogo di molestie, scippi e altri tipi di reati. Bisogna dunque attivare una rete di controlli negli orari serali (videosorveglianza ad esempio), che faccia sentire il cittadino al sicuro.
Gestione dei flussi provenienti dai comuni limitrofi
Abbiamo già sottolineato il fatto che la maggior parte delle persone che durante il giorno si trovano sul suolo milanese non sono residenti nella città stessa, ma vengono da fuori per motivi principalmente lavorativi. In risposta a ciò in passato è stata anche proposta l’introduzione di un ticket d’ingresso. Noi riteniamo che sia prioritario costruire ampie aree di sosta in prossimità dei capolinea della metropolitana o delle stazioni degli autobus/taxi che si trovano all’ingresso della città, così da dare la possibilità di posteggiare il proprio mezzo e di usufruire di quelli messi a disposizione dal Comune. Ovviamente tali aree dovrebbero essere usufruibili a prezzi accessibili.
Inoltre si rende necessaria una rete di trasporti ben più ampia di quella esistente. Le dinamiche demografiche insegnano infatti come negli ultimi anni Milano si stia lentamente “svuotando”, perché i suoi cittadini preferiscono – per vari motivi che vanno dal costo della vita alla qualità della stessa – abbandonare il centro per andare ad abitare nei comuni che si trovano alle porte della città. Comuni che possono quindi essere considerati a tutti gli effetti delle periferie, in quanto i loro residenti passano gran parte della loro giornata a Milano. Questi paesi però non sono affatto ben forniti dal punto di vista dei trasporti; citiamo ad esempio il caso di Buccinasco, i cui mezzi pubblici sono in funzione fino alle 8 di sera circa e restano fermi la domenica. Ovvio che ciò favorisca l’utilizzo dei mezzi privati.
La rete dei trasporti deve dunque tenere in considerazione queste realtà, la cui integrazione dà un contributo determinante all’eliminazione del problema.
Strumenti per il finanziamento e l’incentivo all’uso dei mezzi pubblici
Un’analisi attenta del contesto di riferimento non può prescindere dal considerare che tutto ciò, per essere messo in atto, richiede delle risorse economiche. La costruzione di piste ciclabili, il miglioramento dell’assetto urbanistico e della rete stradale (tipo la creazione di corsie preferenziali per i mezzi pubblici ovunque sia possibile), la costruzione di aree di sosta, rientrano negli investimenti in infrastrutture indispensabili per ogni città che voglia darsi un aspetto ordinato, moderno e vivibile, che voglia competere con le grandi città del mondo; richiede un impegno volto al benessere dei propri cittadini e non alla ricerca ossessionata di profitti; esige una comprensione dei benefici ottenibili – anche in termini economici – nel medio/lungo periodo. Presuppone insomma la capacità di guardare al di là della punta del proprio naso.
Per quanto riguarda l’incentivo all’uso dei mezzi pubblici invece, il comitato suggerisce delle idee per finanziare in modo equo la fornitura del servizio.
Attualmente l’utilizzo di tram/autobus/metropolitane è vincolato all’acquisto del biglietto ordinario oppure dell’abbonamento. Ciò rappresenta un piccolo ostacolo psicologico quando si tratta di scegliere se utilizzare il mezzo pubblico o privato. Bisogna poi considerare che il trasporto pubblico è un servizio fondamentale che l’ente locale deve fornire ai cittadini. E’ un servizio pubblico, al pari di sanità, istruzione, pulizia delle strade, sicurezza, ecc. In quanto tale potrebbe risultare efficace finanziare l’erogazione del servizio attraverso una quota delle imposte che ogni cittadino paga annualmente.
Sappiamo che per tutti noi il termine “tassa” è un qualcosa di angosciante e irritante. Ma non è nient’altro che il modo di finanziare un servizio che, avendo finalità sociali, viene poi fornito indistintamente a tutti. Il ragionamento è il seguente: pagando le tasse, al cittadino spetta di diritto l’utilizzo dei trasporti pubblici su tutto il territorio della sua città… gli verrà dunque consegnato l’abbonamento per mezzo del quale potrà circolare liberamente. Ovviamente in questo caso è un diritto che spetta esclusivamente ai cittadini milanesi: coloro che invece vengono da fuori (e quindi non pagano le tasse a Milano) dovranno acquistare il loro biglietto/abbonamento. Ciò implica che una quota opportunamente calcolata delle imposte pagate al Comune venga destinata all’Atm. Le implicazioni sono le seguenti: i costi del trasporto pubblico vengono distribuiti su tutta la popolazione, con una netta diminuzione del costo pro-capite; i cittadini, trovandosi il servizio già pagato tramite tasse, sono incentivati a sfruttarlo; si risolve il problema dell’evasione dovuta al gran numero di gente che usa il servizio senza pagare il biglietto (il che riduce ancora il peso economico che grava sul singolo). Ricevendo il contributo di tutti i cittadini, l’Atm si troverà così maggiori risorse da destinare al miglioramento del servizio. Spetta poi all’amministrazione comunale sorvegliare affinché ciò avvenga veramente, con forti penali in caso contrario.
Per quanto riguarda le tratte destinate alle aree periferiche o al di fuori dei confini cittadini, ci sono varie soluzioni adottabili, come ad esempio la possibilità di vendere abbonamenti ai trasporti pubblici che comprendano anche l’abbonamento ad una determinata area di sosta posta all’ingresso della città.
La città metropolitana
Abbiamo avuto già modo di accennare il tema dei rapporti che intercorrono tra città ed hinterland. Nel nostro caso, Milano ad oggi conta circa 1 milione e mezzo di abitanti; l’hinterland milanese conta invece circa 6 milioni di individui, la gran parte dei quali durante il giorno si trova all’interno del territorio milanese.
Ecco perché attualmente non si può più considerare Milano indipendentemente dai comuni che sorgono attorno ad essa. La realtà metropolitana odierna è ben più ampia di quella contenuta all’interno dei confini formali, e ciò merita riflessioni aggiuntive. Riflessioni che sono già state fatte a livello politico, tanto che nella cosiddetta “bozza Calderoli” sul federalismo fiscale c’è una parte dedicata alla città metropolitana.
Ora, evitiamo di dare giudizi sul testo e di fare proposte sulle soluzioni amministrative migliori in tal senso, in quanto ciò richiederebbe un discorso a parte ma esula dalle competenze e dagli scopi di un comitato cittadino.
Riteniamo in ogni caso di dover sottolineare la necessità di un’azione coordinata tra i vari comuni che fanno parte di questo fenomeno metropolitano, in modo tale da costruire una realtà fortemente integrata, maggiormente capace di rispondere ai problemi e alle necessità della popolazione.
Intendiamo dire che le varie amministrazioni comunali debbano agire in modo coordinato seguendo una comune linea di sviluppo del territorio, dal momento che di fatto si verifica un’influenza reciproca tra Milano e comuni limitrofi.
E’ importante comprendere bene un concetto già espresso all’interno di questo documento: gli abitanti dei comuni situati alle porte di Milano possono essere considerati a tutti gli effetti milanesi, in quanto nella stragrande maggioranza dei casi trascorrono gran parte della loro giornata nel capoluogo. Tra l’altro in molti casi si tratta addirittura di ex cittadini milanesi.
Bisogna dunque che tutti coloro che usufruiscono del contesto urbano milanese siano chiamati a contribuire al suo miglioramento, evitando che ciò ricada soltanto su una parte di essi.
Conclusioni
Lo spirito che ci ha condotto ad affrontare un tema così scottante costituendo questo comitato non è la salvaguardia di interessi particolari o la tutela di determinate lobbies, ma la crescita ed il miglioramento della nostra città. Ciò è perseguibile abbandonando le proprie istanze egoistiche e ragionando in termini di collettività.
Lo sviluppo di Milano presuppone l’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti chiamati in causa.
Da parte dei cittadini, che devono essere realisti prendendo atto della situazione attuale, capendo che determinati traguardi possono essere raggiunti soltanto nell’arco di qualche anno e soltanto con il loro contruibuto.
Da parte del Comune, che deve conquistarsi la fiducia dei suoi cittadini, garantendo loro che il servizio offerto sia degno di ciò che essi pagano per goderne. Deve prendere coscienza che esiste per prendersi cura della popolazione, non per sfruttarla a fini speculativi.
Da parte delle aziende municipalizzate che si occupano della fornitura di determinati beni, le quali devono rendersi conto del ruolo sociale fondamentale che possiedono.
Da parte di coloro che usufruiscono di Milano e dei suoi servizi pur non essendone formalmente cittadini, che hanno il dovere di contribuire al mantenimento/miglioramento di ciò che la città offre loro e da cui traggono quotidianamente beneficio.
Sono indispensabili senso civico, senso di responsabilità e rispetto del territorio.
Precisiamo infine che l’attività del comitato non si esaurisce con la redazione di tale documento, ma proseguirà portando le sue istanze all’amministrazione comunale e facendo tutto il possibile per dare il proprio contributo attivo al benessere di Milano. Per far ciò ci appelliamo anche a tutte le forze politiche presenti nella nostra città, accogliendo volentieri e senza pregiudizi ideologici ogni forma di sostegno. Lo stesso vale per tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti della loro città e che vogliono contribuire al suo miglioramento.
Il comitato ViviAMO MILANO
Blog su WordPress.com. | Tema: Pool by Borja Fernandez.
Voci e commenti feed.

