A Milano spunta il referendum su traffico e ambiente

04/06/2010 alle 14:55 | Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento
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Finalmente anche qualche altro soggetto politico, oltre alla solita Lega, si è deciso da alzare la voce contro le politiche fallimentari della Moratti e di De Corato. Sarà che ormai è palese che il metodo-Lega piace sempre più alla gente, sarà la voglia di rientrare in gioco di qualche individuo silurato… non ci interessa più di tanto, quel che conta è l’iniziativa: così riappaiono sulla scena politica Edoardo Croci, Marco Cappato ed Enrico Fedreghini. Il primo è l’ex assessore alla mobilità nonchè padre dell’Ecopass; il secondo è il pasionario dei Radicali, il terzo è l’unica timida voce di opposizione presente nel consiglio comunale di Milano.

L’iniziativa è una proposta di ben cinque referendum consultivi sulla sfida ambientale, i cui temi saranno: estensione dell’Ecopass a tutti i veicoli, la riapertura dei Navigli, il raddoppio dell’area verde, l’energia pulita e lo stop alla cementificazione post-Expo (rendendo edificabili i terreni agricoli).

Per quanto ci riguarda, non possiamo che guardare con favore ad un’iniziativa che si pone in netto contrasto con la linea tenuta finora e che traccia finalmente un giusto percorso per il futuro. Ovviamente ciò non toglie che su qualche punto abbiamo delle perplessità: ad esempio riteniamo assolutamente inutile un inasprimento dell’Ecopass, convinti che gioverebbe pochissimo all’aria di Milano. Più ragionevole è lo studio di una possibile “congestion charge”, purchè strutturata in modo tale da non toccare minimamente i milanesi e da creare meno disagi possibili a coloro che vengono da fuori. Sicuramente bisognerà prima pensare ad una rete di trasporti che costituisca una valida alternativa all’auto e che colleghi anche l’hinterland. In ogni caso è sacrosanta l’intenzione di destinare tutti i ricavi provenienti da queste misure a progetti per la mobilità sostenibile.

Insomma, lodevole l’idea. Resta ora da vedere se dalle parole i tre “Don Chisciotte” passeranno ai fatti, o se si tratta dell’ennesma boutade propagandistica per rientrare nel giro che conta.

La protesta delle mamme di Milano si rivela campagna elettorale

01/02/2010 alle 11:53 | Pubblicato in Uncategorized | 1 commento
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Come temevamo, la protesta organizzata da alcune mamme di Milano del comitato Ora d’Aria e di Genitori Antismog – partita (o spacciata) inizialmente con nobili intenzioni – si è trasformata in una festa anticipata di carnevale in cui c’è stato di tutto tranne che la cosa principale: cittadini che davano il loro contributo per la soluzione del problema smog.

Innanzitutto la portata dell’iniziativa fa perlomeno sospettare che non sia nata spontaneamente qualche giorno fa, ma sia stata sapientemente organizzata da tempo. D’altronde tra gli organizzatori del “gruppo spontaneo” Ora d’Aria c’erano niente di meno che esperti di marketing… mica male.

Maschere, travestimenti, magliette sponsorizzate, striscioni, cartelloni, manifesti, palloncini, bande… tutto ciò avrà richiesto un investimento economico sicuramente eccessivo per le tasche di normali cittadini (neppure la quota associativa richiesta dai Genitori Antismog per essere uno di loro sarebbe bastata), almenochè non finanziati da associazioni/partiti.

Ed infatti alla manifestazione erano presenti tutti i partiti dell’opposizione in consiglio comunale, oltre ad associazioni legate alla sinistra e ad alcune importanti lobby ambientaliste. Le richieste avanzate dal comitato Ora d’Aria (che in principio si riducevano ad un banale quanto inutile blocco del traffico alla domenica) con il passare dei giorni si sono via via modificate, prendendo esattamente le stesse sembianze di quelle fatte dai Verdi, per voce del consigliere Enrico Fedreghini. Siamo certi che le proposte verranno vagliate in Comune, visto che probabilmente è stato organizzato tutto da chi in Comune c’è e vuole restarci anche dopo le prossime elezioni.

Ci domandavamo perchè queste associazioni/comitati apparissero soltanto quando è garantito il clamore mediatico. Ci siamo appena dati la risposta. Non che ci interessi molto: il problema è che, così facendo, il tema della vivibilità viene vilmente declassato da battaglia seria a slogan propagandistico. Il che è confermato dalle proposte semplicistiche fatte dai protagonisti in questione.

Ringraziamo questi comitati e associazioni per aver fornito alla politica l’occasione di dare una risposta mediatica e  demagogica alla questione, potendo così tirare il fiato ed evitare di affrontare con serietà il tema in oggetto. In ogni caso siamo sicuri che questi imporvvisati paladini della giustizia scompariranno al termine della campagna elettorale, permettendo a chi ha veramente a cuore il futuro della città di occuparsene per il benessere dei cittadini. Non dei propri partiti di appartenenza.

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