Scandalo multe a Milano. Ecco come avviene la truffa da parte del Comune

07/04/2010 alle 10:29 | Pubblicato in Uncategorized | 11 commenti
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La segnalazione che il comitato Viviamo Milano ha fatto circa la disinformazione che sta accompagnando le nuove decisioni prese dal Comune di Milano, ha comportato una serie di richieste di supporto che ci sono giunte da molti cittadini. Il comitato cittadino Viviamo Milano ha così deciso questa mattina di inviare una sua delegazione alla Polizia Locale, in modo da verificare da vicino quali sono i reali strumenti a disposizione del cittadino per tutelarsi di fronte a sanzioni ingiuste.

Il pretesto è stato la richiesta di aiuto di un cittadino, Matteo L., che ha ricevuto una multa per essere transitato inconsapevolmente in una zona a traffico limitato (via degli Olivetani, uno dei famosi “varchi trappola”). Essendo stato tratto in inganno dall’ambiguità della segnaletica (il cartello infatti era molto simile a quello dell’area Ecopass), ci ha chiesto se ci fossero i presupposti per presentare ricorso. Con l’aiuto di uno studio legale – cittadini che sostengono il nostro comitato e che forniscono gratuitamente le consulenze da noi richieste – abbiamo riscontrato che la sanzione fosse stata comminata ingiustamente in quanto la legge stabilisce che la segnaletica non deve assolutamente contenere alcun fattore di ambiguità.

Primo risultato: riscontriamo la presenza di numerose trappole per i cittadini, i quali diventano inconsapevolmente vittime di vere e proprie truffe, pagando multe che in realtà sono state loro inflitte ingiustamente.

Detto ciò, abbiamo informato il cittadino in questione delle novità riguardanti i ricorsi: infatti, con l’ultima legge finanziaria, è stato deciso che per fare ricorso al Giudice di Pace si deve pagare € 38… cifra pari all’importo della maggior parte delle multe. Si tratta di una novità sconosciuta ai più, come sconosciuto è il fatto che si può in alternativa ricorrere al Prefetto. In quest’ultimo caso il ricorso è gratuito, ma in caso di rigetto si è obbligati a pagare il doppio dell’imposta.

Secondo risultato: i cittadini vedono preclusa la libertà di poter fare ricorso, in quanto spesso gli esborsi economici richiesti per far valere le proprie ragioni e vedersi annullare le sanzioni ingiuste sono troppo onerosi – o addirittura pari – al costo della multa stessa. Quindi accade spesso (come abbiamo avuto modo di vedere anche questa mattina) che molte persone si rassegnano e decidono di pagare la multa, rinunciando ad un proprio diritto.

E’ quindi importante capire quali sono le probabilità di buon esito del ricorso, per decidere il da farsi. Qui viene il bello. Infatti, ricorrendo al Prefetto, in caso di successo non bisogna pagare nulla (neppure i € 38)… quindi se ci sono i presupposti per il ricorso, si ha ragione, certamente non si rischia di pagare la sanzione raddoppiata e tutto è a posto. Nel caso del cittadino che ci ha chiesto aiuto, i presupposti c’erano. In ogni caso decidiamo di chiedere informazioni allo sportello. Spieghiamo alla vigilessa la situazione e, come immaginavamo, anche lei riconosce l’ambiguità del cartello che le mostriamo in foto. Quando però le chiediamo conferma del fatto che, avendo ragione, abbiamo buone possibilità di vincere il ricorso, lei ci risponde che innanzitutto loro sono la controparte (quelli che ci sanzionano) e dunque non ci consiglieranno mai se fare o meno ricorso in relazione alla situazione. Un’altro addetto, discutendo con noi in maniera non ufficiale, ci spiega poi che in realtà il fatto di aver ragione non implica il successo del ricorso, perchè il Prefetto non analizza i singoli casi che gli giungono.

In pratica, è possibile che pur avendo ragione, il Prefetto decida che si debba pagare la multa. E’ altresì possibile, che a parità di situazione, i Prefetto decida che uno debba essere sanzionato ed un altro no. Oppure che se una persona prende più multe per lo stesso motivo (e addirittura nello stesso punto), alcune le tolgano e altre no. Stessa cosa accade con il Giudice di Pace.

Conferma ne è il fatto che, ad esempio in via degli Olivetani, per lo stesso motivo e con lo stesso cartello alcuni abbiano vinto il ricorso e altri no. Ci chiediamo dunque a che cosa servano le leggi e le regole, se tanto le decisioni sono affidate alla discrezionalità di un giudice o prefetto, o magari alle esigenze di cassa del Comune. Il cittadino, oltre ad essere costretto a pagare per avvalersi del diritto di contestare delle sanzioni ingiuste, non ha neppure la garanzia che il suo caso venga esaminato secondo le leggi vigenti.

La conclusione di questa mattinata è stata che il cittadino che abbiamo affiancato ha deciso di rinunciare a presentare un ricorso giusto per evitare di dover incorrere nell’ulteriore ingiustizia di vedersi raddoppiata una multa che non doveva vedersi inflitto. Di fatto ha così accettato la truffa, regalando € 85 al Comune.

Il sindaco Moratti e il vicesindaco (non che responsabile della mobilità) De Corato rispondano degli abusi che quotidianamente mettono in atto nei confronti dei milanesi. Si operino al più presto per rimediare oppure si dimettano. In ogni caso il comitato Viviamo Milano organizzerà iniziative per dar voce ai cittadini.

I giudici dichiarano l’Ecopass ILLEGITTIMO

19/03/2010 alle 15:08 | Pubblicato in Uncategorized | 1 commento
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Il comitato Viviamo Milano lo sosteneva sin dal principio, ora è arrivata la conferma da parte di un giudice di pace: l’Ecopass è una misura illegittima, che crea eccessi di potere e discriminazioni ingiustificati.

Si tratta di un’affermazione importantissima, in quanto colpisce il cuore di questa misura, ossia il suo motivo di esistere. La motivazione (come riportata dal Corriere della Sera) è la seguente:

«l’inquinamento provocato dai singoli veicoli non è diverso a seconda del giorno o dell’ora in cui avviene la circolazione», quindi «non si giustifica il diverso trattamento tra coloro che accedono all’area Ecopass in un giorno feriale e coloro che vi accedono in un giorno festivo, o tra coloro che vi accedono in diverse fasce orarie». Disparità «particolarmente evidente perché, pur essendo tutti i veicoli a motore più o meno inquinanti, per molti veicoli magari meno inquinanti di altri non è prevista neanche la tariffa più bassa di 2 euro al giorno», e «per molti veicoli è previsto il totale esonero da ogni obbligo di pagamento».

Insomma, dopo anni di ingiustizie la legge giunge in sostegno dei cittadini: è infatti palese che in questi ultimi anni la Moratti e i consiglieri del suo partito hanno fatto propaganda disonesta ingannando i cittadini, ai quali tale strumento veniva spacciato come rimedio al problema dell’inquinamento.

In realtà, lo slogan di fondo non era “non inquinare” ma “inquina pure, basta che paghi”. Ecco perchè qualcuno pagava di più e altri meno, le auto che fino al giorno prima erano considerate pulite improvvisamente diventavano inquinanti, i politici ne erano immuni, e via dicendo.

Per concludere, sottolineamo il fatto che questa sentenza del Giudice di Pace ha permesso l’annullamento della multa al cittadino che aveva fatto ricorso, dunque costituisce per forza di cose un precedente. Ci chiediamo a questo punto che cosa dovrebbero fare tutti coloro che in questi anni hanno inconsapevolmente pagato questa tassa occulta… preparatevi a fare ricorso!!!

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